Cosa Vedere

Parrocchiale della Pieve
Dedicata all'Assunta, la chiesa parrocchiale della Pieve è stata edificata tra la fine del '500 e l'inizio del '600, per volere dell'allora parroco don Paolo Gaburri, con blocchi di pietra trascinati dalle cave di Val d’Aspino.
Quando fu consacrata, nel 1629, era la chiesa più grande della Valle Sabbia: 44 metri di lunghezza, larga 17 metri, alta 19.
Contiene opere del bionese Massimo Riccobelli (1612-21) e affreschi del bresciano Giuseppe Ronchi (1927).
Le belle soase sono state intagnliate dai Boscaì di Levrange.

Parrocchiale di San Faustino
Risalente al '500-600, è diventata parrocchia nel 1926.
Conserva opere pittoriche di gran pregio.

Casa degli Angeli (o degli Amorini)

Casa degli angeli

Si trova alla Pieve e presenta una facciata decorata con fregi, figure e motti settecenteschi, impreziosita da un balconcino in ferro battuto.

Santuario di San Bernardo

san bernardo

Dall'omonimo monte, domina tutta la Conca d'Oro.
E' stata edificata alla fine del 1600.
E' stata recentemente ristrutturata dagli Alpini, che ogni anno la utilizzano per celebrare una delle loro feste, che in una stanzetta hanno allestito anche un piccolo bivacco.

Chiesetta di San Rocco

San Rocco

Si trova sulla strada tra le frazioni di Pieve e di San Faustino.
Reca sul portale la data 1732, ma sarebbe di origini assai più antiche.
La pala del presbiterio, contenuta in una festosa soasa popolaresca, è divisa in due parti con Madonna e Santi in quella superiore e San Rocco in quella inferiore.

Santuario di San Vigilio

san vigilio

E' dedicato al vescovo di Trento che avrebbe cristianizzato la Valle nel secolo IV.
Una leggenda narra che nella cisterna adiacente alla chiesetta venissero al mondo i neonati, che i padri andavano poi a prendere mentre le madri restavano a casa a bere il caffè insieme alla comare.
Il santuario ha origini antichissime, posto a mille metri di quota, è circondato da faggi secolari.

Tempietto della Madonna della Neve o "de l'unef" (dell'ontano)

madonna della neve

Risale al '600 ed è stato restaurato negli anni Quaranta del secolo scorso.
Il pittore Pescatori vi ha riprodotto i caduti e i dispersi durante la seconda guerra mondiale.